Mi racconto

 

Salve a tutti! Grazie per essere entrati a visitare il mio sito!

 

Sono Anthony Manzo, nato a New York il 14 Agosto del 1965 e residente a Bellizzi in provincia di Salerno.

Sinceramente non ho idea da dove cominciare il racconto della mia vita: sapete, mi pare che un semplice scritto, non possa mai tradurre quello che una persona è; non possa far trasparire le emozioni; gli stati d’animo e i moti del cuore. Cercherò, per quanto mi è più possibile di rendere, a voi che leggete, il mio pensiero comprensibile.

 

- La mia famiglia

 

Comincio con il dire che mi sento un uomo fortunato per tutto quello che Dio mi ha dato modo di vivere e per la famiglia che mi ha regalato. Sono il terzo genito di Antonio Manzo e di Maria Sarraino, prima mi hanno preceduto Michelina e Aniello e dopo è giunta Immacolata. Sono cognato ad Antonio D’Acunto e a Gerardo Capodanno, inoltre un orgoglioso zio di tre meravigliosi nipoti: Francesco, Alessandra e l’ultimo nato Gabriele. A tutto questo aggiungo una stupenda schiera di parenti e di favolosi amici.

 

 

- Dall’America all’Italia

 

Da piccolo sono cresciuto nella “Big Apple”, la grande mela di New York e sono stato fino a 9 anni uno dei tanti ragazzini “a stelle e a strisce” che correvano per il popolare e popolato quartiere del Bronx. Poi, la svolta…

…i miei genitori decidono dopo tanti anni, di tornare alle radici patrie e in un avventuroso viaggio in nave (il favoloso traslantrantico battente bandiera italiana, la “Michelangelo”), dopo circa 10 giorni di navigazione mi ritrovai in Italia. Figuratevi la mia meraviglia nel vedere la patria dei miei genitori, che mai, avevo visto prima. Non vi nascondo, che mi mancavano i miei compagni di scuola con i quale ogni mattina intonavamo con la mano sul cuore l’Inno degli Stati Uniti d’America.

In Italia mi ritrovai, nel primo periodo, molto a disagio e ci volle tempo per ambientarmi non solo nel piccolo paesino di Controne (SA), dove facemmo tappa per i primi mesi, ma anche a scuola e facevo anche molta fatica a trovare degli amici, anche per il fatto che masticavo poco l’Italiano, (figuratevi ho dovuto fare un corso per imparare a pronunciare la R).

Comunque mi ambientai grazie sia il tempo ma anche all’aiuto della vita parrocchiale che cominciai da subito a frequentare. Già come chierichetto nella piccola Chiesa di Santa Maria a Controne dove a quei tempi vi era il caro Don Natale Cesalpino, e successivamente a Bellizzi nella Parrocchia del Sacro Cuore di Gesù.

 

- La Parrocchia

 

Nei miei ricordi resterà per sempre impresso l’odore dell’incenso, la luce fioca delle candela entrando in Chiesa di pomeriggio, la cantilenante ma gradevole ed incessante preghiera delle signore anziane che intonavano un rosario dietro l’altro. Posso affermare senza ombra di dubbio che la Parrocchia ha rappresentato e continua a rappresentare una sorta di seconda famiglia allargata. Ero affascinato dai riti liturgici, dalla maestosità delle celebrazioni Pasquali, dalla disponibilità dei sacerdoti. Per questa ragione, dopo aver conseguito il diploma di Perito Industriale all’ITIS “Enrico Mattei” di Eboli, chiesi di entrare a far parte della famiglia dei Padri Stimmatini; in altre parole cominciava a farsi strada dentro di me la vocazione di donarmi agli altri.

 

- Gli Stimmatini

 

Dal 1985 fino al 1991 sono stato in Seminario e ho vissuto delle esperienze e degli incontri che hanno per sempre cambiato il mio modo di essere e di relazionarmi agli altri. Paestum, Rieti, Bari, Battipaglia, Poggiomarino, Donnici, Capurso, Sasso di Castalda sono state le Città in cui ho prestato la mia opera. Ritengo che vivere un’esperienza vocazionale tra la gente sia stato uno dei più grandi doni che il Signore potesse farmi. In questo percorso ho incontrato tanta, tanta gente che non chiedeva altro che una parola, una pacca sulla spalla, un incoraggiamento. Ho conosciuto tanti giovani desiderosi di fare, ho visto tante famiglie senza nessun riferimento. Per questa ragione, ancora oggi, credo che il Meridione d’Italia sia terra di Missione.

 

- L’Incontro con Padre Giancarlo Bregantini

 

A questo punto, lasciatemi aprire una parentesi: un incontro che ha influito molto sulla mia forma mentale è stato quello avuto con Padre Giancarlo Bregantini. Oggi Vescovo di Locri – Gerace e all’epoca, mio formatore nel Seminario di Bari. Padre Giancarlo è stato ed è per me una luce. Uno specchio in cui riflettersi. Un riferimento costante per la mia vita di cristiano e di uomo. Per quale ragione non sono diventato sacerdote? Potrei addurre mille ed una ragione, ma correi il rischio di non essere credibile. Posso solo dirvi che ad un certo punto della mia vita, il Signore mi chiamava a donarmi agli altri, attraverso un’esperienza di laicato. In un modo diverso.

La Provvidenza opera e non lo fa mai a caso!

Uscito dal Seminario, dopo tante notti passate in preghiera, maturai in me la convinzione di fondare un’associazione che si occupasse dei ragazzi.

 

- L’Associazione Oratoriana

 

Nacque, così, nel Marzo del 1991, con l’aiuto di valenti e disponibili volontari, l’Associazione Oratoriana, che ancora oggi opera tra i ragazzi, Soprattutto quelli meno fortunati. Il Santo a cui ho guardato è stato San Filippo Neri, instancabile apostolo dei giovani nella Roma papalina del 1600. Un Santo, pensate, dal cuore tanto grande che quando è morto hanno trovato la cassa toracica incrinata, proprio perché biologicamente aveva il cuore più grande del normale. Con l’Oratoriana abbiamo aperto sedi stabili nei Comuni di: Bellizzi, Montecorvino Pugliano, Montecorvino Rovella. Ogni anno abbiamo realizzato “L’Oratoriana Fest”, con grandi ospiti, tra cui: il Cardinale Ersilio Tonini, Don Antonio Mazzi (fondatore di Exodus), Don Carlo Mazza che è il cappellano degli olimpionici, lo è stato anche ad Atene 2004, i Cantautori di Dio tra cui Fra Leonardo Civitavecchia, i giornalisti Pino Nano, Giuseppe Iannicelli.

Con tutti i ragazzi abbiamo realizzato a Bellizzi, ben sei edizioni del “Presepe Vivente”, che ha coinvolto persone di ogni età nella sacra rappresentazione. Per ben 6 edizioni abbiamo organizzato i “Giochi senza Quartiere” coinvolgendo tutta Bellizzi in un continuo………

 

Senza dubbio sono esperienze di vita che mutano il tuo essere!

 

- L’Esperienza in Calabria

 

Dal 1996 al 1999 ho avuto il privilegio di essere il primo collaboratore di S.E. Giancarlo Bregantini ed ho “toccato con mano” tutta la desolazione di una stupenda quanto desolata terra come la Calabria. Mi ricordo ancora i miei discorsi con Don Massimo, fratello del celebre scrittore Corrado Alvaro.

Le mie visite con il Vescovo a San Luca e a Patì, tristemente famose per essere conosciute come le capitali della ndrangheta. Rammento le mie paure e l’impavido Padre Giancarlo che parlava di lavoro in quei. Un’Utopia che oggi grazie al suo impegno incessante è diventata realtà, infatti sono diverse le cooperative dei giovani nate dalla sua incrollabile fede in Dio.

 

Fin qui il mio percorso religioso che mai si è chiuso.

 

- L’Esperienza Politica

 

Nel 1999, l’allora Sindaco di Bellizzi, oggi Consigliere Provinciale Domenico Volpe, mi chiese di portare all’interno della lista che stava componendo per le Amministrative la mia esperienza, il mio vissuto, il mio essere. Accettai e mi candidai con la lista “Città Possibile”.

Fu un trionfo per Mimmo e per tutti i venti candidati che lo appoggiavano. Una vittoria incontrovertibile. La lista raccolse il 75% dei consensi. Mimmo volle nominarmi Assessore e in questa veste ho cercato di operare al meglio sia verso i Cittadini, sia verso chi mi aveva dato fiducia. Per quattro anni, ogni mattina andavo ad ascoltare i problemi delle persone, dolendomi, alle volte se tali problemi non potevano trovare un'immediata soluzione. Nel 2004 fondammo a Bellizzi con alcuni amici la Margherita, credevo che fosse la mia collocazione ideale di cattolico proveniente dal Partito Popolare Italiano, ero stato infatti, coordinatore locale del partito per diversi anni. Purtroppo ben presto dovetti costatare che la Margherita, era un movimento nuovo ma aveva tutti i difetti di un partito vecchio anacronistico compreso quello dell’accentramento del potere.

In questo contesto non mi riconoscevo, non potevo riconoscermi in una realtà che non poneva l’uomo mirandolamiamente al centro dell’universo, mi pareva invece che al centro di quest’universo ci fossero nomine, incarichi, adesioni per contare di più. La mia coscienza, che un cane che abbaia, come diceva Caterina da Siena, si ribellò e nell’ottobre del 2004 mi dimisi da membro del direttivo del circolo Marco Biagi di Bellizzi e per rispetto degli elettori che nel 1999 mi avevano votato decisi di non candidarmi alle Amministrative anche per il fatto che non potevo correre contro chi per prima aveva creduto in me in politica: Mimmo Volpe, infatti, a Bellizzi la Margherita decise di partecipare alla competizione elettorale in piena contrapposizione alla Lista di Mimmo Volpe.  Fondai insieme ad altri amici il Movimento Civico “Per un Ulivo Unito” che auspicava l’unita delle forze che compongono l’Ulivo, purtroppo in Campania non è stato possibile.  Grazie al mio ex compagno di Seminario ed oggi mio fraterno amico Padre Ezio Miceli, (Responsabile per la Campania della Comunità Incontro di Don Pierino Gelmini) conobbi l’Onorevole Pasquale D’Acunzi, leader dei Movimenti Civici Regionali. Era quello che cercavo, una politica fatta mettendo al centro il cittadino e il suo territorio; una politica partecipata, non lontana dalla gente ma vicina alle sue esigenze; una politica che finalmente si pone il problema, non delle nomine ma di risolvere il quotidiano che assilla che affligge ogni giorno questo lembo di meridione d’Italia così dimenticato da una classe politica che in decenni a solo prodotto catastrofi. Con Pasquale D’Acunzi credo di aver trovato la sintesi di tutto quanto è stato fino ad oggi la mia vita nel fare l’Operatore Sociale e l’opportunità per incidere in maniera fattiva ad un radicale “cambio di rotta” rispetto a questo obsoleto modo di fare politica.

Mi definiscono il “Volto Semplice della Politica”: non potevano farmi complimento più bello infatti quello che voglio dirvi è che alla competizione elettorale a cui sto partecipando si sarebbe potuto trovare chiunque di voi per il semplice fatto che io sono, resto e sarò per sempre quel Anthony Manzo ragazzo spaurito che scende dalla nave; sono quel Anthony Manzo che accende le candele in Chiesa a 15 anni; sono sempre lo stesso Anthony Manzo che con il martello e chiodi costruisce il Presepe; sono e sarò sempre Anthony Manzo che da Assessore Comunale ascolta e cerca di risolvere i problemi della gente; sono e sarò quel Anthony Manzo che ha organizzato tante e tante partite per quei ragazzi che in me, bontà loro, vedevano il loro punto di riferimento.

Non cambierà niente Cari Amici… sono e sarò Anthony Manzo. Uno come te!

 

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Ultimo aggiornamento:
01/12/2005